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venerdì, 29 settembre 2006
Come si può sentire l'amore così e non impazzire?
Le nostre ombre si rincorrono ancora nella notte e si incontrano senza che noi ce ne accorgiamo neanche.
Ancora...non lo credevo possibile.
Il dolore mi spezza il sonno e le parole.
Devo tacere, affondare in quel mare di silenzio che goccia a goccia ho riempito. Le parole che direi non avrebbero alcun senso, come i miei sentimenti. Il grido che ho strozzato in gola, ora sta nuotando nel mio cervello: "Perchè è accaduto e perchè ho lasciato che accadesse in questo modo? Cosa c'è di tanto marcio in me? Cos'è quello che mi ha spinto ad agire nella maniera più sbagliata, che mi ha messo nel cuore tanta contraddizione? Perchè non possiamo trovare più pace veramente? Come faccio a sopportare di essere io la responsabile di tutto questo? Come posso sopportare di non poter più porre rimedio a questo dolore?".
Vorrei che poteste perdonarmi, ma non potete! E allora grido perdono come un ululato di disperazione che tutto il mio corpo e la mia anima urlano, trasudando fino all’ultima lacrima e fino all’ultima goccia di sudore.
Che voglia di fuggire via, lontano, e lasciarsi tutto indietro! Come se cambiare luogo fosse cambiare vita, ma a parte il coraggio che mi manca, so che sarebbe solo l’ennesima illusione, inutile illusione.
Che dolore! Non è solo il senso di colpa, è che la tua malinconia ha evocato tutta quella che ho io in me e poi, ancora contraddizione…fa male, eppure è così dolce la tua voce stanotte, dolce come la ricordavo.
Perché una cosa così triste è anche così bella?
E la parola verità, poi, che mi invade gli occhi come luce accecante arrivando nella testa come un monito severo al di là della mia sopportazione.
Pensare al tuo odio mi faceva male, ma l’accettavo come dazio da pagare perché volevo che fossi felice e basta, finalmente.
Prendere coscienza che quell’odio non era affatto che amore mascherato e che togliendosi la maschera ti fa ancora soffrire, mi toglie il respiro facendomi precipitare di nuovo.
Cosa c’è di così sbagliato nel mio cuore che può contenere tanta ambiguità portandoci a simili conseguenze?
martedì, 11 luglio 2006
Freddo, glaciale…Non sentirò mai più la tua voce,e soprattutto,
non sentirò più quel tono così dolce. Dovrò sopportare e
accettare il tuo sguardo sfuggente se mi incontri per la strada,
oppure, come l’ultima volta, con quella strana luce, quella
strana espressione che mi ha atterrito lasciandomi senza parole.
Era come lo sguardo di quell’angelo di cui si narra, quello che
guardandoci negli occhi alla fine di questa vita ci fulminerà l’anima,
mettendola di fronte a tutte le sue mancanze, facendoci affondare
in un mare di lacrime.
Ancora una volta non ho detto tutta la verità…in certi luoghi
passo anche per nostalgia di te e del tuo mondo, fantastico
per me. Per la nostalgia di quella vita nuova che volevo e che
poi ho lasciato andare. Ma questo non potevo dirtelo e non
solo per mancanza di coraggio, ma anche perché ho rispetto
della tua nuova vita e della tua nuova, forse mai provata, felicità.
Sono strana, si, pazza tu diresti e diresti anche pericolosa, ma
qui ti sbagli ora; non intendo più permettere a me stessa di essere
un pericolo! Però a volte ho bisogno di passare da quelle parti e
respirare un po’di passato, un po’di quella vita che è rimasta
sospesa e che ora esiste solo nell’atmosfera di quei luoghi…
posso solo chiudere gli occhi e cercare di sentirla un istante…
forse è una cosa stupida, ma non può nuocere a nessuno;
può solo, forse, farmi sentire un po’di bruciore dentro a volte,
ma faccio in modo che lo senta solo io.
Percepisco che provi ancora tanto rancore verso di me e
che vuoi e tenti di trasformarlo in indifferenza…
non riesci a smettere di sentirlo neanche adesso che sei felice
e questo mi riempie di tristezza.
venerdì, 07 luglio 2006
I. Incanto, idealizzazione, fantasia, affetti.
II. Spaccatura: Il mondo che mi circonda comincia a creparsi
come ghiaccio che si spacca. Conosco le grida, l'instabilità,
la follia e la gelosia distruttrice di chi mi sta accanto. Arriva la divisione,
dentro e fuori di me. Tutto si scompone. Mi sento squarciata dentro,
spaccata a metà e la malinconia si infiltra nel solco.
III. Cammino e Ricostruzione: Guardo diritta davanti a me e cerco
di guidare le mie gambe in quella direzione. Cerco forza, da mostrare
a me stessa e agli altri; cerco saggezza, per compensare e contrapporla
allo squilibrio del mondo che mi circonda e di chi lo abita. Cerco un riscatto.
Arriva la gioia, arriva l'amore, è fantastico, mi sento premiata, ripagata ed ho
un grande senso di gratitudine nel cuore. Ogni tanto persino la serenità
riesce ad entrarci attenuando il senso di quella malinconia che mi abita.
I sorrisi diventano più delle lacrime, la realtà diventa più importante e più
presente di qualsiasi sogno. Mi sento meno sola, mi sembra che i mei
desideri seguano una strada unica...non mi sento più tanto divisa, come
se il solco fosse diventato solo una cicatrice.
IV. Cambiamento, nuova scissione, squarcio: Qualcosa dentro me muta.
Scopro di giorno in giorno una mutevolezza del mio essere che non
credevo potesse raggiungere simili vette. Cade ogni ogni certezza, tutto
si scompone nuovamente. Le emozioni si agitano, si rimescolano nel
mio sangue e con il mio sangue. Ho paura, ma voglio vedere, capire,
sperimentare. Il solco comincia a riaprirsi quasi senza che io me ne
accorga e in quella fessurra stavolta si insinua un sentimento nuovo,
qualcosa che viene dall'esterno, qualcuno di speciale, che sento affine
a me nel profondo, in quel profondo dove non avevo guardato prima e che
ora stava reclamando la vita che gli avevo negato, stava reclamando
l'attenzione che non gli avevo concesso prima. Quello che dentro me si
ribellava alla vita che stavo vivendo reeclamandone un'altra che non stavo
vivendo, voleva finalmente prendere il sopravvento e aveva visto, osservato,
ascoltato, ammirato, scelto una persona...quella parte di me si era
innamorata, di nuovo. Tutto è diverso, mi sento spiazzata terrorizzata,
addolorata, incantata, destabilizzata, bloccata. Ammiro la bellezza di
questo sentimento, non posso fare a meno di desiderare di renderlo
realtà, non riesco ad accettare di dover rinunciarvi, seppur mi renda
conto che assecondare questo desiderio sia pericoloso e nonostante
pensi che in fondo non sia giusto, dato che la vita mi aveva già dato
qualcosa di tanto bello ed irripetibile. Cerco verità, ma non la capisco,
e credo quindi di non trovarla, ma ho voglia di sincerità, di chiarezza.
Aumenta sempre più la confusione, vedo la verità, ma non corrisponde
al concetto di verità che avevo in mente: non è chiara, non è univoca,
non è limpida, non è bella. E' atroce, tremenda, asfissiante,pesante,
sempre più pesante ed io non la sostengo più. Voglio fuggire,ma non
ci riesco, penso che restare sola sia la cosa più giusta, ma nonne ho la
forza...ancora immobilita e lacrime, dolore, male. Provo troppo rancore
verso me stessa, mi sento un essere assurdo ed inaccettabile, lo squarcio
si è riaperto ed ora è molto più profondo, nel suo abisso si sono insinuati
e mescolati troppi sentimenti. Qualcosa mi ha abbandonato ed io mi sento
sola ed incapace di amare, ma malgrado questo non riesco a smettere di amare.
Che amore è però? E' assurdo! Mi sento una pagana che non trova pace.
Mi sento dilaniata. Sono di nuovo davanti allo squarcio, si è riaperto ed è molto
più profondo, e tutto molto peggio. Fa malissimo ritrovarsi così dopo essersi
illusi che si fosse chiuso, è difficile da accettare.
V. Si traccia una scelta....
VI. Transizione: Mancate verità, omissioni, silenzi, addii, mancati adii, tristezza,
ricordi, nostalgia profonda, rabbia, senso di impotenza, senso di sospensione,
senso di colpa opprimente, scoprirsi deboli come non ci si aspettava,
necessità di un perdono che non può arrivare.
VII. Scelta...
VIII. Vivendo, ricostruendo, imparando: Cercare di imparare a convivere con
la memoria, con se stessi, con gli altri. Cercare di non soccombere al dolore,
cercare di portare il peso senza esserne schiacciata, cercare di avvicinarsi
almeno all'accettazione, cercare di riavvicinarsi e riavvicinare l'amore nella
consapevolezza che non sarà più lo stesso, ma che forse può evolversi,
lottare per questo, resistere. Voglia di ricostruire, voglia di ricomporre,
voglia di vivere. Malinconia, speranza.
giovedì, 29 giugno 2006
Anche adesso che ho scelto (ma non so come né quando, né quale)
un'altra vita e, un altro amore, ho nostalgia di te. Vengo a cercarti nei
modi più strani, anche inconsciamente, mi ritrovo a camminare dove
non dovrei. Immagino di uscire, salire su un treno e ripercorrere tappa
per tappa tutti quei luoghi che parlano del fantasma di noi. Non capisco
cosa ho fatto dell'amore né cosa ha fatto l'amore di me. Forse mi ha
punito perchè mi ha messo alla prova ed io non l'ho riconosciuto,
ho lasciato che si perdesse nelle nebbie che sono dentro me e
che, poi, hanno avvolto tutto. Non trovo un perchè e quando lo cerco
mi rendo conto dell'assurdità di tutto questo, ma al tempo stesso, di
quanto sia vera questa assurdità, di quanto sia esistita realmente.
Mi sono domandata tante volte sei sia stato tutto frutto della mia mente
(forse malata come molti avranno pensato), ma tutte le volte mi convinco
che non era una semplice finzione proiettata al di fuori della mia mente
e dalla mia mente per ingannarmi e per ingannare, no, non era questo.
Sento quanto fossero reali i miei sentimenti seppur così esageratamente
contrastanti. Mi chiedo perchè e il perchè fa eco nel mio petto come un
lamento, una nenia disperata che non trova pareti dove fermarsi. E' così
assurdo ed ingiusto, è vero, ma io amo anche questa vita e questa persona,
anche se l'ho rifiutata dentro me in certi momenti, desiderando altro,
desiderando te.
Credo che nessuno al mondo accetterebbe quello che sto dicendo, ma è
la tremenda verità che è dentro me. Sembra una maledizione, per me e
per gli altri, ma è quello che ho provato e che provo.
Indicibile, inascoltabile, ma questo è proprio il luogo dell'indicibile e
dell'inascoltabile che si ascolta e viene ascoltato.
mercoledì, 28 giugno 2006
Sono qui, in questo luogo senza porte né finestre, senza nessuno.
Sola.
Scavo nella memoria, ricordo tutto; bellezza e brutalità di momenti
che hanno segnato la mia vita, le nostre vite. I segreti dentro cercano
un varco ed io li assecondo per sfuggire all'asfissia, al peso. Ho nostalgia
del tempo in cui mi sentivo come un foglio bianco su cui la vita poteva
scrivere ancora tutto. Adesso ho tracciato io linee indelebili, ho macchiato
il foglio, ho sbagliato e non si può cancellare. Tutti hanno ripreso la loro
vita lasciandosi alle spalle il dolore, ma certo, senza dimenticare.
Abbiamo ripreso a fare altro, a guardare avanti, come era giusto che fosse.
Agli occhi del mondo sembra che non sia accaduto nulla, chi ignaro, chi crede
che sia stata solo una sciocca parentesi di amore malato e di follia.
Ed io sembro assecondare quegli occhi. In realtà, fingo per sopravvivere.
Quelle risposte mai giunte mi tormentano ancora e mi tormenteranno sempre.
Quella sospensione di tempo, di amore, di senso è dentro me e non posso
sfuggirgli quando gli occhi del mondo dormono ed i miei occhi si sbarrano nel
buio per vedere. Come vivere al di là dei segreti che non conosciamo e di
quelli che ci portiamo dentro, nel silenzio mai silenzio di ciò che
non abbiamo detto?
Sono qui, davanti al buco dei sussurri segreti, lo guardo e attendo di sentire
l'impulso di bisbigliarvi le parole che non ho detto. Attendo che trovino il varco.
Tempo, perduto tempo
Immagini dal buco




Parole magiche
"Quando ripensa a quegli anni lontani è come se li guardasse attraverso un vetro impolverato...Il passato è qualcosa che può vedere, ma non può toccare e tutto ciò che vede è sfocato, indistinto". da "In the mood for love"
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